Sud abbandonato da un milione di giovani, ultimo treno della cartina tornasole con crescita Pil

L’indagine Svimez evidenzia il divario tra Nord e Sud a livello occupazionale e circa un milione di giovani abbandona il Sud. Per modificare tale divario i fondi europei agganciati al Recovery plan rappresentano l’ultima speranza per modificare tale situazione. L’ultimo treno per limitare la profonda disuguaglianza sociale e geografica nel Meridione rispetto all’intero Paese.

Italia: il Sud abbandonato da un milione di giovani, ultimo treno per modificare la cartina tornasole del Pil

Second l’indagine condotta da Svimez che evidenzia come al Sud ci sono giovani che vivono di sussidi o sulle spalle della famiglia. I fondi europei agganciati al Recovery Plan rappresentano l’ultima spiaggia per ridurre questa profonda disuguaglianza sociale e geografica creatasi nel Meridione.

Un incentivo per modificare la cartina di tornasole raffigurata dall’attuale crescita del Pil che evidenzia un minore slancio al Sud in riferimento agli investimenti privati. Gli investitori non hanno fiducia del Sud e non investono nello sviluppo, di riflesso i giovani lasciano il Sud in ricerca di un’indipendenza. Manca il moltiplicatore che creerebbe occupazione e sviluppo.

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Svimez con la sua fotografia evidenzia un Paese debole e fortemente spaccato. Ad oggi nessun Governo ha risolto la “questione meridionale” un fallimento dietro l’altro con il conseguente abbandono dei giovani. Però, questo non significa che non ci si debba provare. I giovani del Sud hanno rappresentato e rappresentano l’eccellenza in molti campi, e hanno voglia di mettersi in gioco, di dimostrare il loro valore.

Bisognerebbe migliorare l’occupazione partendo dal Sud, e ad imporre il cambiamento i dati statistici, che evidenziano dal 2002 ad oggi oltre un milione di giovani ha lasciato il Sud per il Nord o per lavorare all’estero. La fuga dei cervelli italiani, perché una buona parte è rappresentata da laureati.

Nel Mezzogiorno si evidenzia il problema dell’occupazione femminile, peggiorata dalla pandemia. Secondo Svimez circa 900 mila donne non studiano e non lavorato. Un esercito di persone vivono di sussidi o a carico della rete familiare.