Rompicapo Superbonus: cosa succede se il proprietario è incapiente? Le soluzioni per non perdere l’agevolazione

La capienza fiscale è fondamentale per utilizzare il Superbonus e le altre agevolazioni in materia edilizia. Vale per tutti?

La Dichiarazione dei Redditi è lo strumento tramite il quale i contribuenti possono pagare le tasse in base al proprio reddito, oppure recuperale (se sono state versate in eccesso) o fruire delle detrazioni fiscali relative a Superbonus ed ulteriori Bonus edilizi.

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Questo discorso, tuttavia, non vale per i cd. incapienti, cioè coloro che possiedono un’imposta annua dovuta minore delle detrazioni spettanti.

Cosa accede, quindi, se un soggetto incapiente (del tutto o parziale) decide di effettuare dei lavori usufruendo del Superbonus 110%, tramite detrazione in Dichiarazione dei Redditi? Può usare le tasse del coniuge o di un altro familiare, per non perdere l’agevolazione? Analizziamo la normativa e scopriamolo.

Consulta anche il seguente approfondimento: “Superbonus 110%, il dilemma dei contribuenti: detrazione o cessione del credito?

Superbonus e detrazione IRPEF: spetta anche per gli incapienti?

Un nostro Lettore ha inviato il seguente quesito:

Buongiorno, siccome la mia capienza fiscale non raggiunge la somma che ho speso per il Superbonus, per recuperare l’importo vorrei:

  1. usare, per quanto possibile, la mia capienza fiscale per 4 anni ed il resto cederlo a mia moglie che ha una certa capienza fiscale e che lo detrarrà ugualmente in 4 anni;
  2. optare unicamente per il Bonus casa con detrazione in 10 anni e abbandonare il Superbonus 110%. In questo modo riuscirei ad ottenere qualcosa.

Le mie ipotesi sono realizzabili? Grazie.”

Per quanto riguarda la prima opzione, segnaliamo al nostro Lettore che la normativa del Superbonus consente anche agli incapienti IRPEF di usufruire dei benefici economici legati alla realizzazione di interventi edilizi. Dobbiamo, però, sottolineare che, in tal caso, non è possibile usufruire della detrazione in Dichiarazione dei Redditi , ma si può ricorrere solo alla cessione del credito o allo sconto immediato in fattura.

Qualora l’interessato, pur essendo incapiente, scelga la detrazione in Dichiarazione dei Redditi, per recuperare le spese affrontate in 4 anni, il discorso è più complicato. Di norma, infatti, non potrebbe beneficiare delle detrazioni per il Superbonus, perché, essendo incapiente, non ci sono tasse pagate dalle quali detrarre le spese. Se, infatti, non si producono redditi per un anno, per quello successivo si è esonerati dal pagamento delle imposte. Lo stesso ragionamento vale anche per l’ipotesi di incapienza parziale.

Ma è possibile usare le tasse versate dal coniuge, dal convivente more uxorio o da un altro familiare convivente dell’incapiente? Purtroppo no. Di conseguenza, per ricevere i vantaggi economici del Superbonus attraverso la detrazione in Dichiarazione dei Redditi, è necessario che l’interessato abbia sostenuto le spese e, dunque, non sia incapiente. La regola si applica anche se la Dichiarazione avviene in forma congiunta.

Bonus Ristrutturazione con detrazione in 10 anni: in cosa consiste?

Fino al 31 dicembre 2024, i proprietari che intendono ristrutturare le proprie abitazioni possono usufruire della detrazione IRPEF del 50% delle spese sostenute, fino al limite massimo di 96 mila euro di spesa.  Si tratta, dunque, di un vantaggio non indifferente, che fa sì che il cd. Bonus ristrutturazione sia molto utilizzato.

Il Bonus è erogato sotto forma di:

  • detrazione IRPEF in Dichiarazione dei Redditi, suddivisa in 10 quote annuali di uguale importo, a partire dall’anno nel quale è stata affrontata la spesa;
  • cessione del credito d’imposta;
  • sconto in fattura al fornitore che ha compiuto i lavori.

Anche coloro che, per alcuni anni, non hanno potuto ricevere l’agevolazione (per esempio, a causa di incapienza o di esonero dalla presentazione della Dichiarazione dei Redditi), possono, poi, fruire della detrazione nei periodi d’imposta seguenti, specificando il relativo numero della rata.

Il Bonus Ristrutturazione può essere richiesto da:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione);
  • locatari o comodatari dell’edificio.

Possono essere destinatari della detrazione IRPEF, qualora sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture, i seguenti soggetti:

  • familiare convivente del proprietario dell’immobile interessato dagli interventi di ristrutturazione, in particolare, il coniuge, gli affini entro il secondo grado e i parenti entro il terzo grado;
  • coniuge separato assegnatario della proprietà intestata all’altro coniuge;
  • unito civilmente o convivente more uxorio, se non è proprietario dell’immobile oggetto dei lavori edilizi, per le spese affrontate a partire dal 1° gennaio 2016.

Non perdere le ultime novità in materia di Superbonus: “Novità Superbonus: le ultime scelte del Governo mettono in crisi la maxi detrazione“.

Quali lavori rientrano nel Bonus Ristrutturazione?

Il Bonus Ristrutturazione può essere utilizzato per i seguenti interventi edilizi:

  • lavori di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia;
  • interventi legati alla ricostruzione o alla ristrutturazione di immobili colpiti da eventi calamitosi;
  • lavori diretti all’eliminazione delle barriere architettoniche;
  • interventi finalizzati al risparmio energetico e all’adozione di misure antisismiche;
  • lavori di bonifica dall’amianto e di limitazione degli infortuni domestici;
  • installazione di apparecchi di rilevazione di gas.

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